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07/10/2011

 

Disclaimer legge 196/2003, obbligatorio per le email

Qualcuno dice che ogni e-mail debba contenere un testo ai sensi della legge 196/2003. Il testo che da inserire come chiusura di tutte le mail potrebbe essere: "Ai sensi del D.Lgs. 196/2003 si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate ed a uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio Le fosse pervenuto per errore, La invitiamo ad eliminarlo senza copiarlo e a non inoltrarlo a terzi, dandocene gentilmente comunicazione."
oppure:
"Ha ricevuto questa e-mail perché il suo nominativo è inserito nell'indirizzario di ---nome azienda---, che si impegna a custodire e utilizzare i suoi dati con la massima riservatezza secondo le disposizioni del D.Lgs. 196/2003. A norma di tale Legge potrà esercitare il diritto di non ricevere più comunicazioni rispondendo a questa mail, comunicandoci la sua richiesta."

Personalmente non ho trovato nel testo di Legge tale obbligo (http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/Testi/03196dl.htm).
Resta il fatto che le interpretazioni legislative a volte sono controverse.
Consiglio di inserire una frase come quelle di cui sopra nel caso di invio NEWSLETTER o di comunicazioni con DATI SENSIBILI

Mi piace molto l'ironia riportata sul sito eddiemac.altervista.org/mail.html che propone una sua interpretazione del testo obbligatorio:

"Questa e-mail, ed i suoi eventuali allegati, contengono informazioni confidenziali e riservate. se avete ricevuto questa comunicazione per errore non utilizzatene il contenuto e non portatelo a conoscenza di alcuno, sia esso persona fisica, giuridica o altro.
Siete inoltre pregati di eliminarla dalla vostra casella e avvisare il mittente. Dovete inoltre svuotare la cache affinchè non rimangano tracce sulla memoria a breve termine del computer, procedere con un defrag del sistema e successivamente formattare il disco fisso. Dovete anche procedere alla rimozione delle informazioni ricevute per errore dal vostro inconscio, per evitare che ne parliate durante il sonno, nel caso, rivolgetevi ad un ipnotista specializzato.
Si segnala che l'attuale infrastruttura tecnologica mondiale non può garantire l'autenticità del mittente, né tantomeno l'integrità dei contenuti, quindi qualsiasi mail potrebbe contenere elementi che non dovreste conoscere. Siete dunque pregati di dar fuoco a voi o alla vostra postazione nel caso voi o qualcuno di vostra conoscenza possa leggere questa mail senza autorizzazione. Opinioni, conclusioni ed altre informazioni contenute nel messaggio possono rappresentare punti di vista personali a meno di diversa esplicita indicazione autorizzata. Può inoltre darsi che in questa mail ci sia scritto qualcosa, ma non tenetene conto per nessun motivo. Infine chi vi ha inviato questa mail potrebbe non esistere".

Mi sembra che esprima bene il contenuto di una norma di legge forse inutile.


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06/08/2011

 

Quanti usano Apple? Qual'è il browser più comune?

Apple sta vendendo sempre di più? Quanti telefonini Android ci sono in giro? C'è ancora qualcuno che usa Internet Explorer 6? E i monitor? Quali sono le dimensioni più utilizzate?
Sono alcune domande che ci possiamo fare e la cui risposta può a volte essere più basata sulle proprie esperienze e convinzioni personali che su dati statistici. Qualcuno potrebbe basarsi sulle statistiche di accesso al proprio sito internet per estrapolare tali informazioni ma è decisamente più comodo utilizzare il servizio offerto da: http://gs.statcounter.com/ che ci permette di valutare i cambiamenti nel mondo di internet.

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19/02/2011

 

Scegliere il nome giusto

Analisi per scegliere un nome dominio
1. deve essere associato all'attività;
2. deve essere breve nei limiti del possibile;
3. deve essere il più possibile originale.
4. deve essere mnemonico, facile da leggere e pronunciare;
5. deve poter essere associato alla realtà;
6. può derivare da nomi di personaggi storici o da derivazioni latine, ma deve ricordare il core business;
7. non deve richiamare concetti equivocabili;
Analisi per scegliere un nome di posta elettronica
8. deve essere breve nei limiti del possibile;
9. deve essere mnemonico, facile da leggere e pronunciare;
10. deve poter essere associato alla realtà aziendale o alla singola persona.

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20/06/2010

 

Essere in prima pagina su Google: tecniche S.E.O. e S.E.M.

Tutti vorrebbero il proprio sito in ottima posizione sui motori di ricerca, spendendo il meno possibile. Cerchiamo di capire in poche parole, semplificando per i non addetti ai lavori, cosa si può fare. Il primo requisito è avere un sito aggiornato e realizzato con le più moderne tecniche. Un bellissimo sito realizzato 5 anni fa non è perfetto per un buon posizionamento oggi. Si chiama S.E.O. (Search Engine Optimization - ottimizzazione per i motori di ricerca) il lavoro che si compie su un sito per renderlo performante su Google. Perché parliamo di Google e non in generale sui motori di ricerca? Perché oggi le ricerche si fanno prevalentemente su Google lasciando agli altri motori solo le briciole. Inoltre un sito fatto bene per Google è fatto bene per tutti. La tecnica S.E.O. non può garantire un posizionamento perfetto. E' come se comprassimo un'auto da corsa e poi pretendessimo di vincere tutte le gare. Per quanto l'auto sia competitiva ci sono troppi fattori che determinano la vittoria di una gara. Ecco allora che entra in campo la tecnica S.E.M. (Search Engine Marketing - fare pubblicità con i motori di ricerca). Il consiglio è usare Google Adwords sapendo che la differenza tra una campagna pubblicitaria fatta in forma professionale ed una fatta con poca esperienza è grandissima. Chi propone le ottimizzazioni del sito (SEO) e chi propone la pubblicità online (SEM) deve far ben presente al cliente quali sono le migliori tecniche da usare, tecniche che variano nel tempo e che costringono i webmaster a tenersi sempre aggiornati. Il cliente deve solo sapere che non esistono trucchi e scorciatoie, solo un sito progettato e realizzato bene consente un buon posizionamento e solo una campagna pubblicitaria fatta da personale qualificato rende economicamente vantaggiosa la pubblicità online. I costi sono una conseguenza dei risultati che si vogliono ottenere.

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08/01/2010

> Inviare in modo indiscriminato messaggi ad utenti che non si sono iscritti volontariamente e in modo verificabile, significa fare spam. Non importa quale che sia il contenuto del messaggio o la rilevanza ipotetica per il destinatario: si tratterà comunque di una pessima figura che non potrà che avere effetti negativi sulla reputazione, rispettabilità, immagine, deliverability e ovviamente efficacia del messaggio.
> Effettuare dei test di invio per evitare visualizzazioni errate su chi riceve le e-mail. Occorrono almeno le prove grafiche verso i più comuni sistemi di posta (Outlook, Gmail, Libero, ecc ecc)
> A volte le newsletter non sono amate da chi le riceve, scrivere correttamente e in forma esplicita il campo oggetto aiuta ad evitare di essere cestinati.
> Anche creare per creare una newsletter servono le competenze necessarie, anche grafiche. La facilità con cui si possono inviare non è garanzia di qualità.
> Analizzare gli invii con statistiche. Inviare in modo artigianale può non essere la soluzione migliore. In campagne marketing professionali si hanno a disposizione strumenti sofisticati fondamentali per una gestione corretta.

Newsletter? Solo se fatta bene...

approccio sconsigliato approccio corretto
Ricerca di risultati immediati Attenzione alla credibilità
Contenuto pubblicitario Informazione e pubblicità
Utilzzo di indirizzi in liste acquistate Liste costruite personalmente nel tempo
Cancellazione osteggiata Cancellazione agevolata
Target più numeroso possibile Target più preciso possibile
Fare leva sull'economicità dell'email Fare leva sulla qualità
Obiettivo: incrementare il fatturato Obiettivo: incrementare i propri contatti
Informativa sulla privacy in linguaggio legale Sintesi dell'informativa in linguaggio elementare
Mittente "noreply" Accettazione alle mail di risposta
Comunicazione email occasionale Comunicazione integrata e coerente



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10/07/2009


Informazioni da pubblicare:

1. la sede della società, l'ufficio del registro delle imprese ove è iscritta e il numero di iscrizione – codice fiscale (per tutte le tipologie di società);
2. eventuale stato di liquidazione della società a seguito dello scioglimento (per tutte le tipologie di società);
3. il capitale effettivamente versato e quale risulta esistente dall'ultimo bilancio (per le società di capitali);
4. lo stato di società con unico socio (per le s.p.a e le s.r.l. "unipersonali").

Viene introdotto un nuovo obbligo (per le società di capitali) di pubblicare tali informazioni anche nei siti web delle società.

Obbligo di pubblicazione di informazioni legali

Con l'entrata in vigore, il 29 luglio 2009, dell'art. 42 della Legge Comunitaria 2008 (legge 7 luglio 2009 n. 88) viene modificato l'art. 2250 del codice civile relativo alla pubblicazione, negli atti e nella corrispondenza, delle informazioni legali (sede, numero di iscrizione e ufficio del Registro delle imprese, ecc.); in particolare viene introdotta la sanzione amministrativa per l’omessa pubblicazione delle informazioni prescritte negli atti e nella corrispondenza e, solo per le società di capitali, nella rete telematica (sito web).

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